Quando si arriva a scegliere il nome del dominio si è già a buon punto del percorso e i processi dopo questo passaggio solitamente subiscono una forte accelerazione, ma a volte questo step diventa uno scoglio insormontabile.
Scegliere il nome
Intanto scegliere il nome del dominio vuol dire scegliere l’indirizzo principale del nostro sito, dove attraverso il quale si accede alla root principale, solitamente la homepage.
Non esistono particolari vincoli sulla scelta del nome, escludendo l’uso di marchi registrati e alcune estensioni dedicate a scopi governativi, si può dare sfogo alla propria fantasia. Vengono però caldamente consigliate una serie di scelte che hanno una finalità puramente user friendly, come ad esempio la scelta di un nome breve con un forte legame all’attività per essere ricordato ed utilizzato facilmente dai possibili clienti/utenti.
Verificare la disponibilità
Una volta scelto il nome del dominio bisogna verificare che nessun altro abbia già avuto la nostra idea e si sia accaparrato il nome da noi desiderato.
Per verificare la disponibilità di un dominio le stesse società che offrono servizi di hosting accreditate presso l’ICANN (l’istituto internazionale che gestisce la rete internet) offrono servizi di ricerca e registrazione, pertanto sarà sufficiente raggiungere uno dei loro siti, completare la casella di ricerca con le informazioni necessarie e in pochi istanti si otterrà la risposta
Nel caso in cui il domino sia libero è sufficiente proseguire con la registrazione fornendo i dati richiesti, nel caso contrario in cui il dominio non sia disponibile è possibile procedere in tre direzioni:
- Modificare il nome dominio fino a quando non si riesca a trovare una soluzione disponibile
- Contattare l’attuale proprietario per un’offerta di acquisto
- Attendere che l’attuale proprietario non rinnovi la registrazione, il domino scada diventando cosi libero
Non è così raro scoprire che il nome dominio scelto con tanta cura sia già utilizzato, attività che ci hanno preceduto o semplicemente società che lucrano sulla compravendita di domini composti dalle parole più comuni, come nomi o verbi. Optare per la modifica del dominio anche solo ricercando possibili alternative di estensione (dominio di primo livello) si dimostra la scelta migliore, le soluzioni in cui è assolutamente necessario utilizzare uno specifico nome sono molto rare e muoversi verso un acquisto di un dominio già registrato può risultare molto oneroso, invece attendere che un dominio vada in scadenza non è una soluzione adatta a chi vuole avviare un’attività soprattutto per l’incertezza delle tempistiche.
Domini di primo, secondo, terzo livello
Durante la scelta del nome del dominio è facile imbattersi in parole come dominio di primo livello, dominio di secondo livello e terzo livello. Questi termini sono le componenti che unite tra loro offrono l’indirizzo di un sito.
Domini di primo livello
Sono l’ultima parte del nome di un dominio, il loro nome corretto è TDL (Top Domain Level) ma spesso sono chiamati anche estensioni, le più comuni in Italia sono “.it”, ”.com”, ”.net”, vengono sottoposte e validate periodicamente dall’ICANN. Ad eccezione di alcune categorie come quella militare e quella governativa limitate ad enti specifici, il loro utilizzo è libero.
Spesso si crede che l’estensione del dominio porti beneficio nel posizionamento nei risultati di ricerca dei motori, cosa che con il tempo è stata ampiamente smentita, ciononostante scegliere un dominio appropriato alla propria attività favorisce un apprezzamento da parte degli utenti, per attività con limitazioni geografiche preferire estensione come “.it” o”.eu”, per attività commerciali come e-commerce preferire “.com”, per attività business preferire “.biz”.
Domini secondo livello
I domini di secondo livello sono comunemente riconosciuti come la parte del nome del dominio, ad esempio in www.manuelemorandin.net “manuelemorandin” corrisponde al dominio di secondo livello. La scelta di questo nome è sostanzialmente libera ma come già anticipato, ottenere un nome contestualizzato all’attività può portare benefici nella comunicazione con l’utente che identifica con semplicità l’obiettivo del progetto.
In passato si riteneva fondamentale inserire almeno una delle parole chiavi principali nel dominio per avere benefici coni motori di ricerca, tecnica chiamata EMD, con l’evoluzione degli algoritmi questo sistema ha perso di efficacia.
Domini di terzo livello
I domini di terzo livello sono un’estrazione dei domini di secondo livello e solitamente vengono utilizzati per contestualizzare e confinare un argomento che non si vuole approfondire nel sito principale. L’esempio più comune in Italia è dato dai siti governativi, tutti siti di terzo livello derivati dal dominio gov.it:
- Ministero del lavoro lavoro.gov.it
- Ministero salute salute.gov.it
- Ministero dei trasporti mit.gov.it
- Ministero dell’interno interno.gov.it
I domini di terzo livello sono a tutti gli effetti dei siti indipendenti e hanno solo un legame indiretto con il sito principale, derivato principalmente da eventuali link.
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